«Il prossimo Sanremo? Non lo immagino tanto diverso da quell'anno
scorso, e spero vada almeno altrettanto bene. Io ne avrei anche fatto
volentieri a meno, ma Fabio ci teneva tanto...». L'attenzione è tutta
per lei, la campionessa del piccolo schermo Luciana Littizzetto, che a
febbraio sarà di nuovo al timone dell'evento tv più popolare d'Italia.
Ma l'argomento del giorno, ieri, era in realtà Aspirante vedovo,
commedia nera diretta da Massimo Venier, in oltre 400 sale da giovedì,
in cui la Littizzetto e Fabio De Luigi raccolgono la pesante eredità di
Franca Valeri e Alberto Sordi, indimenticabili protagonisti de Il vedovo
di Dino Risi (1959), di cui questo è un remake-omaggio attualizzato ai
giorni nostri.
Un'operazione nostalgia che si attira facilmente accuse di lesa maestà,
considerando il capolavoro a cui si rifa ma, per gli interessati,
l'umiltà è d'obbligo. «Non sono pazzo, a Sordi non ci ho voluto nemmeno
pensare», dice De Luigi, mentre la sua partner – che sullo schermo
diventa la ricca, potente e perfida Susanna Almiraghi, che mantiene un
marito che vorrebbe vedere morto – si schermisce dicendo che «alla
Valeri non ho chiesto il permesso, ho chiesto proprio scusa. È
intelligente e mi vuole bene, escludo che si metterà a dare giudizi».
E tra un monsignore che incita al divorzio e si atteggia a manager (Bebo
Storti), degli industriali cinici e sprezzanti (Roberto Citran e Ninni
Bruschetta) e un marito velleitario, adultero e incapace, Aspirante
vedovo ricalca l'originale aggiungendo spruzzate di attualità:
«Purtroppo questa crisi finirà – dice la Almiraghi in una scena –
intanto io ho fatto i milioni».
Il produttore Caschetto, che parlò con Risi di questo progetto nel 2006
ottenendo la sua approvazione, rivendica che «bisogna prendere dei
rischi per non rimanere un Paese ingessato», mentre la Littizzetto trova
il tempo di scherzare su Berlusconi – «Servizi socialmente utili? Mi
spiace per loro... comunque potrebbe fare qualcosa nelle carceri
femminili» – e su Papa "Frankie Hi-nrg": «Una persona normale, uno che
se gli gira si mette a dirigere il traffico a piazza Venezia».

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